“La corsa allo spazio”, la mostra personale di Chiara Martinez
Inaugurazione
venerdì 27 ottobre 2023 h 18.00
Laboratorio Fotosciamanna, Via del Gelsomino, 70 – Roma
Fino al 30 novembre 2023
La corsa allo spazio
Siamo consapevoli dell’importanza che l’attività fisica riveste a tutte le età, per la salute e per il benessere psicofisico dell’individuo.
Lo sport per i bambini disabili rimane tuttavia spesso un terreno lontano ed inesplorato, come se fosse un pianeta distante anni luce da noi.
A Viterbo l’associazione Vitersport, lavorando insieme a un gruppo di fisioterapiste, ha programmato attività sportive dedicate a bambini con disabilità utilizzando un metodo di allenamento divertente, stimolante e all’aria aperta.
Grazie alla costanza dell’allenatrice ed ai volontari del Servizio Civile Universale, attraverso esercizi di atletica specifici e una bicicletta da corsa modificata a tre ruote, senza pedali e con particolari supporti per il corpo, chiamata Race Runner, è stato possibile creare un bel gruppo di giovani atleti.
Lo sport nel bambino disabile andrebbe visto come una necessità al pari della fisioterapia, della terapia psicologica e delle cure farmacologiche. Complementandosi con esse si ottengono ottimi risultati. Seguendo nel tempo i bambini mentre si allenano si percepiscono bene i progressi che alcuni di loro hanno raggiunto in pochi mesi di pratica.
Il potersi muovere liberamente in pista, anche insieme ad atleti normodotati, è per questi ragazzi un grande traguardo.
L’autrice risponde a qualche domanda.
Tanta fotografia si occupa di sociale ed è importante che certi temi siano portati all’attenzione del pubblico, ma anche sul fotografo hanno una risposta e un’attenzione diversa dalle altre cose?
È la prima volta che mi confronto con un tema del genere, che parto con un lavoro dedicato ad una finalità sociale.
Quello che mi ha sicuramente colpito è stata in prima battuta l’accoglienza positiva da parte dei genitori dei bambini e ragazzi che ho fotografato, nessuno si è tirato indietro nonostante il tema delicato. Credo che anche il fatto di essere una pediatra abbia facilitato l’approccio con le famiglie.
Il mio coinvolgimento è aumentato nel tempo in modo graduale: all’inizio ero piuttosto timorosa, poi man mano che sono entrata in confidenza con il lavoro in pista e ho imparato a conoscere i bambini sono stata considerata parte integrante dell’allenamento e i ragazzi lavoravano in modo diverso, si sentivano stimolati dalla mia presenza. È una bella sensazione trovarsi al cento per cento all’interno del proprio lavoro!
Il lavoro ha preso subito la forma che ti aspettavi o in corso d’opera ti sei convinta di strutturarlo e organizzarlo in un altro modo?
Una caratteristica di questo lavoro che ha condizionato sicuramente la scelta degli scatti è stato il fatto che due giorni la settimana si entrava in pista alle 15.30 e si usciva alle 16.30: solo un’ora per dedicarsi a capire cosa facessero in ogni singolo allenamento, per scattare totali, particolari, ritratti. Un’ora per far vedere l’allenamento di atletica, di cross o di Race Runner. Un’ora per cercare di riportare la sensazione del giorno. Ho cercato di trasmettere anche il freddo, il caldo, la gioia, la fatica…
L’aiuto fondamentale che ho ricevuto è stato quello di Yarin Trotta del Vecchio. Con disciplina, calma e rigore ha seguito il lavoro volta per volta, aiutandomi a capire cosa funzionasse, cosa mancasse e dove ricercare qualcosa di nuovo.
C’è vita su Marte?
C’è vita su Marte, certo che c’è! Non solo il sabato sera, come diceva qualcuno, ma il lunedì e il mercoledì soprattutto!!!
Vorrei che ce ne fosse di più però: l’allenamento costante dei ragazzi porta a dei risultati incredibili, sia in termini fisici che in termini di benessere psicologico. Vorrei che la distanza tra la Terra e Marte diminuisse al punto tale da dare a molte più persone, sia bambini che adulti, la possibilità di muoversi e praticare sport all’aria aperta e in modo collettivo, a prescindere dal grado di disabilità che bisogna affrontare.
Per far questo abbiamo bisogno di risorse economiche, di personale formato e qualificato, di strumenti e luoghi a disposizione. Il coinvolgimento delle istituzioni, sia sanitarie che politiche, è di fondamentale importanza per riuscire in tutto ciò.
Il lavoro è nato con l’obiettivo e la necessità di raccogliere dei fondi per contribuire al lavoro in pista.
C’è stata una risposta utile?
Devo dire che la risposta è stata molto positiva: un lavoro che nasceva come lavoro fotografico è stato appoggiato subito a livello pediatrico, con il supporto incondizionato della FIMP – Federazione Italiana Medici Pediatri, e divulgato nei convegni di pediatria e di discipline sportive legati anche al Comitato Paralimpico e alla Federazione Italiana di Atletica Leggera.
Ho presentato il lavoro anche in circoli fotografici, librerie, realtà locali tra Roma e Viterbo che hanno mostrato una sensibilità all’argomento, e questo lavoro capillare di divulgazione procede bene, andrà avanti regolarmente anche nei prossimi mesi.
È già stato fatto un bonifico di 500 euro alla Vitersport, l’Associazione che si occupa di atletica e disabilità a Viterbo. Tutto il ricavato del libro – il 100 % va in beneficenza – sarà finalizzato ad istituire una Borsa di Studio per poter avere più personale specializzato dedicato in pista.

L’autrice.
Chiara Martinez è nata a Roma nel 1972. È pediatra e madre di tre figli. Ha realizzato tre calendari fotografici di beneficenza per la Terapia Intensiva Neonatale dell’Ospedale di Viterbo e per i bambini di Amatrice colpiti dal terremoto del 2016. Ha frequentato workshop con Tano D’Amico, Lina Pallotta, Tiziana Faraoni, Maurizio Galimberti, Erik Kessels. Dal 2007 ha presentato i suoi lavori in numerose mostre personali e collettive in Italia e in Cile, tra cui tre mostre personali al Festival Internazionale della Fotografia di Roma e una collettiva al Palazzo delle Esposizioni. Ha ottenuto due premi e riconoscimenti ai National Geographic Awards, oltre a vincere il Sony World Photography Awards 2008 come Amateur Photographer of the Week.




